Downton Ele
Credere in ciò che fai è facile, fare ciò in cui credi è difficile
giovedì 20 febbraio 2014
La Sibilla di Noto: Mariannina Coffa
Questa lettura storico/teatrale vuole essere un omaggio alla figura della poetessa Mariannina Coffa, una donna la cui sensibilità e genialità sono state incomprese ed inascoltate. La possibilità di scrivere una sua biografia attraverso uno studio delle sue poesie e delle lettere indirizzate al suo 'amore Ascenso Mauceri e agli amici, hanno consentito di dar voce ad una donna inascoltata e male amata.
Per me è stata una grande emozione poter ridare a Mariannina la voce che le fu sottratta, attraverso una performance teatrale che ha avuto luogo presso il centro storico di Noto giorno 16 febbraio. Ho deciso di condividere con tutti voi questa emozione e la sua storia. Grazie e a presto!!!
mercoledì 19 febbraio 2014
14 febbraio/8 marzo Noto si apre alle “storie di malinteso amore” attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina Coffa.
14 febbraio/8 marzo Noto si
apre alle “storie
di malinteso amore”
attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina
Coffa.
Dal 14 febbraio all’8 marzo, avrà luogo la prima edizione di una rassegna dedicata alle tematiche del femminile
denominata “Semaforo Rosa”;
la scelta della data di inizio e di quella di chiusura non è stata casuale, ma rappresenta
la volontà di esprimere un esplicito messaggio che l’assessorato alla Cultura di Noto ha voluto dare a tutto il territorio, ovvero quello di modificare
il relazionarsi alle donne proprio in occasione di due feste consumistiche come
quella degli innamorati e la festa della
donna, che danno un’idea superficiale e distorta dell’amore nei confronti del
gentil sesso. Figura centrale attorno alla quale si svilupperà l’intera
manifestazione è quella della poetessa netina Mariannina Coffa, vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, alla quale il Comune di Noto ha deciso di dedicare tutto
il 2014
attraverso l’organizzazione di vari eventi. In particolar modo il “Semaforo Rosa”,
ha la finalità << di dialogare soprattutto con le nuove generazioni, perché nasca o si rinforzi in loro una rinnovata coscienza del ruolo della donna nella società odierna e perché fenomeni intollerabili come il femminicidio o più in generale l’abuso sulle donne si combatta con la cultura, con la riflessione sui modelli femminili e con una rieducazione alla reciprocità e al rispetto come base di ogni relazione amorosa>>,
come tiene a sottolineare l’assessore alla cultura Cettina Raudino.
La
manifestazione, che ha avuto il coordinamento artistico di Franca Maria De Monti,
si
apre oggi con un convegno dal titolo “Mariannina e le altre(storie di malinteso
amore)”, per questa occasione vari sono gli interventi: da quello
dell’assessore Raudino, al dott. Concetto Veneziano dirigente dell’Istituto
d’Istruzione Superiore Matteo Raeli, alla Prof.ssa Marinella Fiume, al Centro
antiviolenza Doride ed altri ancora, ad arricchire il tutto vi è una mostra curata
dal Liceo artistico Matteo Raeli. Vari saranno gli appuntamenti all’interno di “Semaforo
Rosa”, come la mostre d’arte concentrata sulla figura della donna ed anche
performance teatrali dedicate a Mariannina Coffa come quella curata da Walter
Manfrè e Sabina Pangallo. All’interno della manifestazione vi è stata anche la
collaborazione della Biblioteca Comunale di Noto “Principi di Villadorata” e
dell’Archivio di Stato.
“Semaforo Rosa” si concluderà con “La nave delle spose”, uno spettacolo
di Elvira Fusto con
Lucia Sardo,
riguardante le molteplici storie di
giovani spose per procura, che agli inizi del Novecento
intraprendevano lunghissimi viaggi
attraversavano l’oceano, andando incontro ad un destino imposto. A calcare le scene del Teatro
“Tina Di Lorenzo” vi saranno Lucia Sardo insieme agli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Matteo
Raeli, che hanno seguito un laboratorio teatrale curato dall’attrice
stessa. L’assessore alla Cultura ribadisce come l’intera manifestazione
comprenda cultura ed arte, che per un intero mese parleranno alla città <<
d’amore e di donne, nel segno potente di Mariannina Coffa, riscoperta di un’identità che ha antiche e importanti radici, simbolo e modello di un femminile violato nel talento e negli affetti, ma che è riuscita con un costo altissimo a levare e a far sentire fino ad oggi la voce di una coscienza purissima e autenticamente impegnata nella vita civile politica e culturale del suo tempo. Una Donna della quale ci onoriamo di essere le epigoni, una figura controversa e modernissima che sollecita le donne di oggi ad essere se stesse e ad alzare la testa con orgoglio>>.
Eleonora
Nicolaci.
martedì 18 febbraio 2014
sabato 1 febbraio 2014
Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
articolo pubblicato sulla Civetta di Minerva il 31/01/2014
Passerella
o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
Nel corso della
riunione della commissione regionale sanitaria, avvenuta venerdì 24
gennaio a Noto presso l’aula consiliare di Palazzo Ducezio, questa
parola è rimbalzata in quasi tutti gli interventi, dando
l’impressione di voler sottolineare la volontà di mettere la
parola fine a questa lunghissima vicenda. I primi a parlare di
passerella sono stati i rappresentanti del Movimento 5 stelle di
Noto distribuendo un volantino informativo con su scritto “
Ospedale Trigona un’altra passerella?”, in cui sono elencati i
momenti più importanti della travagliata storia dell’ospedale,
come le inaugurazioni del Pronto Soccorso, a tutt’oggi considerato
una delle eccellenze del territorio siciliano, dell’ortopedia,
della traumatologia, dell’elisoccorso e della mammografia solo il
22 maggio del 2012. Tra queste inaugurazioni di interi reparti,
costruiti con soldi pubblici, sono elencati mille impegni da parte
della politica in favore o a sfavore del futuro del presidio
ospedaliero. Alla riunione, aperta al pubblico, erano presenti:
l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente
della commissione Giuseppe Digiacomo, i sindaci di Noto ed Avola, i
managers dell’Asp 8 di
Siracusa, Stefano Zito deputato regionale della commissione
sanitaria, il deputato Bruno Marziano, l’onorevole Vinciullo e gran
parte del consiglio comunale netino. Dagli interventi fatti
dall’assessore e dal presidente si evince il fallimento del
precedente impegno, ovvero quello di inserire nella struttura netina
delle cliniche private siracusane, e viene espressa la nuova
decisione di indire un bando nazionale, che possa dare l’opportunità
a delle eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano di
completare l’offerta sanitaria della zona sud. L’assessore
Borsellino tiene a sottolineare che il Trigona e il Di Maria, ovvero
l’ospedale di Avola, debbano essere considerati un presidio medico
unico, per il quale si è pensato ad un ampliamento dell’offerta al
pubblico, in termini di posti letto e di reparti. Infatti nel momento
in cui si avrà l’inserimento delle cliniche private i reparti, che
adesso si trovano a Noto, dovranno essere spostati ad Avola, ad
eccezione del Pronto Soccorso e di alcuni posti per le acuzie;
mentre a Noto verranno istituiti nuovi reparti come: neurochirurgia,
terapia intensiva, riabilitazione, lungodegenza e urologia. Per
quanto riguarda l’ampliamento dei posti letto si è previsto un
numero di 300 unità da suddividere tra le due sedi, in modo da poter
rispondere positivamente alla legge Balduzzi, che prevede la chiusura
dei presidi con un numero di posti letto inferiore a 120. Il fine
espresso è quello di potenziare a Noto i servizi per le acuzie, e di
non fare delle ripetizioni tra le due strutture, ma di creare una
complementarità. Al contrario Vinciullo ha voluto ribadire alcuni
punti della questione, che lui stesso da molto tempo segue in prima
persona; innanzi tutto le illogicità decisionali riguardanti i due
ospedali, sottolineando che nel periodo estivo la zona in questione
viene abitata da 200.000 residenti, tra locali e turisti, per i quali
crede che la struttura integrata, costituita da Noto gestita da
privati e da quella pubblica di Avola, non possa dare un’adeguata
risposta. L’onorevole chiede alla commissione il motivo per cui si
perpetui la sottomissione del pubblico al privato, e come si possa
perseverare nello spreco costruendo un Pronto Soccorso nuovo ad Avola
e dando invece l’eccellenza di quello netino in gestione ai
privati. Infine Vinciullo manifesta preoccupazione sulla reale
stesura del bando da parte dei due managers dell’Asp, che saranno
destituiti a brevissimo. In risposta a ciò sia l’assessore che il
presidente hanno espresso la volontà di avere un reale controllo
sulle cliniche private da parte della sanità pubblica, così da
poter dare un servizio che altrimenti sarebbe impossibile fornire.
L’incontro è stato chiuso dal presidente Digiacomo, che ha
ribadito la volontà di accorciare i tempi burocratici, sollecitando
i managers a fare lo stesso. La riunione ha senz’altro fatto
chiarezza sull’impossibilità di un’eventuale chiusura
dell’ospedale Trigona, il cui destino è duplice, poiché o
ospiterà le cliniche pubbliche, o rimarrà allo stato attuale,
condividendo il servizio sanitario pubblico con il Di Maria. Riguardo
a quanto detto il più grande interrogativo del Comitato Pro Trigona
riguarda il mantenimento del Pronto Soccorso a Noto, per il quale
risultano necessarie alcune condizioni imprescindibili, come afferma
il portavoce dr. Nuccio Tiberio: << è necessario disporre del
personale per l'OBI (osservazione breve intensiva)per poter assistere
anche per 24 ore i pazienti in attesa di conclusione dell'iter
diagnostico; di addetti al Triage, valutazione del codice di accesso,
in modo da poter accogliere e cominciare a trattare i pazienti anche
se il medico di guardia è impegnato con un altro paziente;la
possibilità per la radiologia di eseguire anche a Noto le tac con
mezzo di contrasto proprio per una maggiore accuratezza diagnostica
nel caso di urgenze; dei posti di chirurgia generale proprio per
poter intervenire in caso di politraumi, che oggi andrebbero trattati
per i fatti traumatologici a Noto e per quelli chirurgici ad Avola,
il che è inconcepibile per la sicurezza dei pazienti ed inoltre è
fondamentale che almeno una parte del centro trasfusionale venga da
Avola a Noto>>. A dire del Comitato tutto ciò appare
necessario se si vuol mantenere il Pronto Soccorso a Noto.
Eleonora
Nicolaci
lunedì 27 gennaio 2014
Un nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.
Un
nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.
Il
Comitato Pro Trigona chiede spiegazioni sull’istituzione dell’OBI
presso l’ospedale di Avola, e che venga fatta chiarezza sul futuro
del Trigona.
Il
“Comitato Pro Trigona” torna a chiedere chiarimenti al sindaco di
Noto, dott. Corrado Bonfanti, sulla vicenda riguardante il PO Trigona
di Noto, affinché si possa chiarire la situazione ed informare
adeguatamente la cittadinanza su quanto continua a profilarsi in
materia di sanità pubblica. La miccia che ha acceso la questione è
la delibera del 4\12\2013, con cui l'ASP 8 di Siracusa chiede che l
'Ass. Regionale alla Sanità autorizzi l’istituzione dell'OBI
(osservazione breve intensiva ) e della rianimazione presso il pronto
soccorso del Di Maria di Avola. Il dr. Nuccio Tiberio, esponente del
comitato, tiene a sottolineare che: << l'istituzione dell'OBI
ad Avola significa che il Pronto Soccorso di Noto non avrà più la
possibilità di tenere in osservazione i pazienti da ricoverare per
il tempo necessario a completare l'iter diagnostico, e quindi di
iniziare la necessaria terapia. In pratica i pazienti che arriveranno
a quel punto a Noto troveranno solo un PTE (Presidio Territoriale di
Emergenza) con un medico che farà quel che può, senza alcun
consulente (rianimatore, analista, cardiologo, pediatra, chirurgo,
radiologo), metterà magari una flebo e trasferirà il paziente ad
Avola!>>. Ciò significherebbe il decadimento definitivo del
servizio sanitario offerto dalla città, una realtà purtroppo già
in disfacimento, in cui << le consulenze cardiologiche
avvengono via fax al di fuori dell'orario di servizio, mentre nel
caso di TAC che necessitano il mezzo di contrasto non vengono
eseguite per mancanza di personale>>. Inoltre i rappresentanti
del “Comitato Pro Trigona” tengono a riprendere una questione di
elevatissima importanza, ma che sembra quasi caduta nel
dimenticatoio: << quanto detto sta decretando la morte del P.O
di Noto, senza che nulla si sappia più di quelle "cliniche
private" che si voleva, sbandierandolo in campagna elettorale,
venissero a Noto. Ora noi vorremmo che il sindaco ci spiegasse che
senso possa avere affermare che: "non si tocca niente a Noto se
non vengono le cliniche private e le altre cose promesse". Dato
che nel frattempo l'ASP 8 continua gradualmente a compiere passi per
la chiusura del nostro Pronto Soccorso >>. Infatti il timore
del Comitato è che la decisione di istituire l'OBI ad Avola
significhi il definitivo passo che condurrà alla chiusura del
Trigona, data la mancanza di un pronto soccorso, che impedisce lo
svolgersi di qualsivoglia attività sanitaria. Infine altro elemento
per nulla positivo sul futuro del Trigona, è l’ articolo uscito su
“La Stampa” del 9-12-2013, in cui appare la lista di 175 piccoli
ospedali da chiudere in Italia, decretata dal Ministero della Sanità,
tra i quali vi sono anche il Trigona di Noto con 58 posti letto e il
Di Maria con 74. Ciò significherebbe che anche il Di Maria prima o
poi sarebbe destinato a chiudere, ma per l’Ass. Regionale alla
Sanità a tutt’oggi possiede 132 posti letto, ovvero quelli di Noto
più quelli di Avola, per cui il Di Maria risulta possedere interi
reparti e posti letto che in realtà si trovano ancora a Noto. In
questo modo però l’ospedale di Avola riuscirà a restare aperto,
basandosi su una menzogna, come sottolineano a gran voce gli
esponenti del Comitato Pro Trigona, mentre un presidio come Noto
verrebbe chiuso per gli acuti. Evidentemente però ciò contrasta con
il decreto Balduzzi, che invece prevede il potenziamento degli
ospedali di "frontiera", con un bacino di utenza di più di
100.000 abitanti, ovvero la realtà in cui si trova il PO Trigona.
Per cui il Comitato chiede dei chiarimenti definitivi e sinceri sulla
questione sanità al Sindaco di Noto, per poter rendere cosciente la
cittadinanza su quello che sarà il futuro del PO Trigona, unico
centro sanitario non solo per la città di Noto, ma per tutta zona
sud.
Dopo il Terremoto, nella ferita la cura. “ Un momento di riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell' Ingeniosa Urbs ” (L. Falesi)
articolo uscito sulla Civetta di Minerva il 24 Gennaio 2014
Dopo il Terremoto, nella ferita
la cura.
“ Un momento di riflessione per
ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell' Ingeniosa
Urbs ” (L. Falesi)
11 gennaio 1693/ 11 gennaio
2014, ben 321 anni ci separano dal terribile terremoto che ha cambiato
enormemente la storia del nostro territorio e la sua morfologia. In particolar
modo la città di Noto intreccia la sua storia e ricostruzione a tale vicenda,
ed è per questo motivo che gli organizzatori dell’evento “Noto, 11Gennaio 1693
– 11 Gennaio 2014. Dopo il terremoto, nella ferita la cura” Emma Migliore,
Mariangela Gioacchini e l’ArcheoClub di Noto hanno deciso di riportare
all’attenzione dei netini una parte importante del proprio passato, per
conoscerla in maniera più approfondita, in modo tale da poter comprendere cosa
ha significato il sisma per la popolazione di allora e cosa significa per
quella di oggi. Laura Falesi, presidente dell’Archeoclub di Noto, pone
l’accento su dei quesiti che sono stati il motore trainante dell’intera manifestazione,
ovvero: << quali conseguenze ha lasciato il trauma? Cosa abbiamo
abbandonato nella vecchia città? E cosa ci siamo portati dietro?>>, ed
aggiunge che: << questo evento non vuole essere una commemorazione
storica dell’evento tragico che ha segnato il nostro passato, ma un momento di
riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno
dell’“Ingeniosa Urbs”>>. L'evento, svoltosi lo scorso sabato, ha offerto
due momenti fondamentali e complementari, al mattino ha avuto inizio il
convegno presso la sala Gagliardi di Noto ed il pomeriggio vi è stata una
“passeggiata nel tempo” all'interno del sito di Noto antica. Al convegno sono
intervenuti la dott.ssa Laura Falesi, il dott. Lorenzo Guzzardi , il sindaco di
Noto dott. Corrado Bonfanti, l' assessore alla cultura dott.ssa Cettina
Raudino, il Prof. Michele Luminati , il dott. Michele Cannavò, il dott. Andrea
Antonio D'Alpa ed il dott. Raffaele Schiavo. Ogni intervento ha cercato di dare
il proprio punto di vista sul terremoto, analizzandone l'aspetto storico,
sociologico, psicologico e terapeutico. L'intervento del Prof. Luminati ha dato
un'idea d'insieme di quello che significò il terremoto per la gente dell'epoca,
esprimendo un concetto molto interessante sul ruolo evolutivo della catastrofe.
Analizzando la condizione della città di Noto poco prima del terremoto, ci si
rende conto che vigeva una situazione di crisi non solo finanziaria, dovuta
allo stato delle finanze pubbliche e alla pressione fiscale spagnola, ma anche
ambientale e sociale. Per cui Luminati afferma che <<è come se avessimo a
che fare con una società bloccata, che viene sbloccata grazie al sisma>>,
la città richiede un cambiamento radicale ed anche una sorta di allontanamento
rispetto a ciò che è stato, ciò lo dimostra il fatto che già il 15 febbraio,
ovvero poco più di un mese dopo la catastrofe, si parla già di una nuova città,
un nuovo inizio, che avrebbe certamente significato una svolta. Il cambiamento
è stato anche il tema ispiratore dell'intervento del sindaco di Noto, che con
forza ha cercato di smuovere le coscienze sulla tutela dei nostri beni
culturali, come il sito archeologico di Noto antica e sul Museo civico,
ribadendo l'appoggio e l'impegno del comune rispetto al voler sostenere la
fruizione del patrimonio locale e sottolineando la richiesta di impegno da
parte della Sovraintendenza. Altrettanto incisivo è stato il contributo
dell'assessore Cettina Raudino, che oltre a ribadire il suo sostegno
all'iniziativa in questione, espone i risultati che il comune ha ottenuto
rispetto alla valorizzazione del patrimonio culturale della città. << Per il
sito di Noto antica si sono concluse le attività dirette alla definitiva
acquisizione dei terreni ancora in mano ai privati e si stanno per avviare i
primi investimenti di recupero e sistemazione per la fruizione
turistica>>; inoltre è << di straordinaria importanza l'avvio del
progetto EFIAN nel quale sono coinvolte le università di Palermo, Catania e i
partners privati, che prevede la realizzazione di un percorso multimediale
interattivo nel sito archeologico di Noto antica dove si ricostruiranno le
principali architetture scomparse ed una esposizione al museo civico di
Noto>>. La dott.ssa Raudino ha parlato anche del futuro del Museo Civico,
<< all'interno del quale sarà resa fruibile la sezione medievale, ovvero
il definitivo allestimento di una sala che custodisce una importante raccolta
di elementi scultorei e architettonici provenienti dalla città antica.
Nell'ottica di una più ampia musealizzazione, che colleghi e renda
immediatamente percepibile al visitatore l'inscindibile nesso che lega la Noto
pre-terremoto con quella settecentesca rinata dalla tragedia e che oggi è
inclusa nella World Heritage List dell'UNESCO>>. A seguito della conferenza si è svolta presso il
sito di Noto antica una passeggiata sensoriale, curata da Raffaele
Schiavo(musicista, musicoterapeuta e performer teatrale), che si è avvalso
della collaborazione di alcuni netini e della Casa di Reclusione di Noto, che
ha contribuito all'evento costituendo un piccolo coro diretto da Alfonso
Lapira. La passeggiata ha permesso di dar voce alle emozioni che il luogo
conserva, coinvolgendo attivamente i partecipanti, così da far comprendere non
solo razionalmente, ma anche emotivamente ciò che il sisma significò per la
gente che lo subì, attraverso performance teatrali, letture di testi
secenteschi e canti dell'epoca. La manifestazione ha raccolto una grande
partecipazione da parte di tutta la città, che sicuramente in seguito a questo
innovativo percorso può vantare una maggiore consapevolezza del proprio
passato, comprendendo cosa ha significato per la propria terra “un terremoto
così orribile e spaventoso che il suolo a guisa d'un mare ondeggiava, li monti
traballando si diroccavano e la città tutta in un momento miseramente precipitò
colla morte di circa mille persone” (F.Tortora).
Eleonora Nicolaci
25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
altro articolo pubblicato sulla "Civetta di Minerva" il 6 dicembre 2016
25 Novembre
giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Noto si schiera
a favore delle donne attraverso diversi canali.
Anche la città
di Noto ha aderito alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricorsa
il 25 novembre scorso, la manifestazione è stata arricchita da vari momenti
diversi tra loro. Il corteo dei partecipanti si è riunito a Piazza XVI Maggio,
ad aprire l’incontro vi sono stati diversi interventi, primo tra tutti quello
dell’assessora alla Cultura prof.ssa Cettina
Raudino, poi quello del sindaco di Noto dott. Corrado Bonfanti, a seguire per il
Centro Antiviolenza Doride della città di Avola hanno parlato l’avv. Gabriella
Tiralongo e l’ avv.Tea Romano ed infine ha dato il suo apporto anche il dirigente del liceo statale “ Matteo Raeli”
dott. Concetto Veneziano. Gli interventi si sono concentrati su gli indirizzi
della politica nazionale e comunale riguardo alla violenza di genere subita
dalle donne. Riguardo a tale problematica il comune di Noto si sta impegnando
affinché si firmi un protocollo d’intesa volto a creare un “percorso rosa”,
finalizzato al coinvolgimento di vari enti, quali: la prefettura, l’ASP, i
comuni, le scuole ed i centri antiviolenza . La proposta è stata ideata da Valeria
Tranchina, consigliera di Parità provinciale, da canto suo il comune ha
deliberato di aderire nel momento in cui
il protocollo verrà firmato <<ciò significa che i vari soggetti della
società civile si occuperanno, ognuno secondo la propria competenza, di
istituire un “percorso rosa”, che poi concretamente sarà presente anche all’interno
del pronto soccorso>> come sottolinea l’assessora Raudino, in questo modo
si crea una rete per cui le donne abusate possono essere seguite non solo da un
punto di vista medico, ma anche da uno psicologico con il fine di costituire un
sostegno sociale completo. Inoltre il
comune si è impegnato a supportare ulteriormente lo sportello dei servizi
sociali, già esistente, affinché possa sostenere queste realtà nel modo
migliore possibile. L’argomento sul quale gli interventi si sono concentrati è
l’importanza della sensibilizzazione e della prevenzione, che sono le armi che
la società deve impugnare per combattere queste realtà, ed in questo senso va
il progetto “Semaforo Rosa”, ideato e promosso dalla prof.ssa Raudino
all’interno del suo assessorato, che si svolgerà dal 14/02/2014 all’8/03/2014
<< “Mariannina e le altre storie di un malinteso amore” è un progetto rivolto
alle scuole superiori in collaborazione con artisti come Lucia Sardo e con il
centro antiviolenza. Con il fine di cercare di ristabilire quello che è il
concetto di relazione affettiva>> poiché per l’assessora è fondamentale
<<ricostruire l’immaginario dei giovani, la corretta figura femminile e i
valori che dovrebbero animare il rapporto umo donna>> , per ciò è
importante anche la collaborazione del dirigente scolastico Veneziano, proprio
perché la scuola rappresenta il primo passo per un’educazione alla non
violenza. Data l’adesione da parte del Teatro comunale “Tina Di Lorenzo”
all’iniziativa “ Posto Occupato”, tra i partecipanti vi era una sedia vuota con
una siluette rossa a simboleggiare la mancata presenza di una donna vittima
della violenza di genere. Con il fine di arricchire la manifestazione è stata
organizzata l’ happening teatrale a cura di Sabina Pangallo e Salvatore
Tringali, che sottolinea come << il grosso del merito va dato a coloro
che poi in fondo c'hanno messo la faccia. Ovvero Costantino Valvo, Isabella
Bonfanti, Rossella Rovello, Marzia Uccello, Elda Nobile, Fabio Marziano,
Corrada Giunta , Maurizio Modica>>, l’idea degli organizzatori era quella
di costituire un coro affinché ognuna
delle parti potesse esporre la realtà dei fatti così da farsi carico delle
proprie responsabilità << per
combattere una piaga che francamente diventa sempre più odiosa, insostenibile.
Abbiamo scelto un testo di quelli fortissimi di Jean Genet, ma non vogliamo
puntare l'attenzione su questo, perché per noi è stato un "Pre-testo"
per rivendicare con la forza delle sue parole in questo caso estrapolate e
messe in altro contesto, una brutalità immane, perpretata dall'uomo (maschio) ai
danni della donna, che molto spesso è la moglie, la figlia,la madre>>. A
completare “il percorso” vi era una istallazione artistica a cura di Valentina
Mammana, che ha utilizzato la forza scenica di alcune scarpe rosse e di un
quadro disposti sulla scalinata della Cattedrale di Noto, ed un momento di
canto curato da Susan Ducan insieme al coro dell’ Associazione Sciami.
Eleonora Nicolaci
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