martedì 26 febbraio 2013

In questi giorni mi è capitato di dover ordinare le librerie di casa, ormai strabordanti di libri del liceo, dell'università e di letture più o meno interessanti...delle volte direi anche discutibili. Tra le nuvole di polvere che mi circondavano mi sono resa conto di quanto lavoro io abbia fatto negli ultimi 11 anni, di quanti libri letti, nozioni apprese, quaderni pieni di appunti, riassunti, riflessioni. Ho aperto alcune pagine di testi del tutto differenti tra loro, alcuni appartengono al mondo filosofico, da grandi classici come le opere platoniche a testi del grande Jonas, da opere sulla grandezza della rete, a testi riguardanti i maltrattamenti sui minori sino a testi sul periodo fridericiano......Immagino che chiunque mi legga si stia chiedendo chi me lo ha fatto fare a fare filosofia.Guardando le pagine con fiumi di evidenziatore ed appunti a margine mi sono resa conto che certo c'è stato tantissimo lavoro da fare, ma mi sono ricordata anche l'emozione del mio primo giorno al liceo classico, della prima versione tradotta, ma soprattutto del primo esame dato presso la facoltà di filosofia di Catania. So che posso sembrare pazza, ma se ci penso bene rifarei ogni minima cosa, ridarei ogni materia, perchè quando ami una cosa non pesa come accadrebbe ad altri, anzi direi che quasi ti permette di volare, perchè ti aiuta ad arrivare sempre più vicino ai tuoi sogni. Sono i sogni il vero senso della vita per me, come fai ad anadare avanti anche un solo giorno senza almeno uno di essi? E forse in questo momento di caos è a questi che dovremmo aspirare, ognuno di noi dovrebbe perseguire il suo. Che senso avrebbe una vita vissuta in panni che non ci siamo scelti, che non vogliamo, che ci stanno scomodi?
I miei di panni sono molto complessi da cucire, amo il mondo dell'insegnamento, della ricerca e del giornalismo..insomma aspiro a vivere sotto ad un ponte! Ma come si fa a rinnegare se stessi? e a che pro farlo?

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