giovedì 28 febbraio 2013

Transustanziazione - Eleonora Nicolaci


L’Eucarestia (deriva dal greco ευχαριστω: rendimento di grazie) è il sacramento che Gesù instituì durante l’ultima cena, poco prima di essere crocifisso. Gesù nell'Ultima Cena, distribuì ai suoi discepoli il pane ed il vino come simbolo del suo corpo e sangue, perché mangiandolo e bevendolo tutti si ricordassero di Lui e del suo sacrificio. L'Eucaristia è il simbolo più intriso di significato e sacralità per i cristiani, simbolo del sacrificio di Cristo per redimere l’uomo dai suoi peccati.                                                                                               Inerentemente all’Eucarestia  durante il medioevo si è discusso sulla sua interpretazione teologica, da ciò si è affermata in modo ben saldo la teoria della transustanziazione, che rappresenta uno dei misteri della fede più importanti e complessi all’interno della Chiesa cattolica.                                                                                                Secondo la transustanziazione durante il rituale dell’Eucarestia  vi è la presenza sostanziale di Cristo all’interno del pane e del vino. Oggi la Chiesa Cattolica è in accordo su tale teoria, ma non era così durante il medioevo e in particolar modo nel corso dell’ XI sec., durante il quale ci fù una importantissima diatriba teologica tra coloro che, in accordo con la Chiesa, credevano nella presenza sostanziale di Cristo nel rito eucaristico e coloro che ritenevano si trattasse di una presenza spirituale del Cristo.
Per far luce su quelli che furono i punti fondamentali del dibattito,  riprendiamo le idee dei personaggi principali di quest’ultimo, Berengario di Tours e Lanfranco di Pavia.  Lanfranco era portavoce del pensiero cattolico per cui contestava le idee di Berengario, il dibattito nasce dalla formula eucaristica che recita “questo è il mio corpo” per cui, secondo Lanfranco, il pane ed il vino nel momento in cui vengono consacrati, non solo divengono sacramento, ma vero corpo e vero sangue di Cristo che si è offerto per noi e continua a farlo in ogni rituale eucaristico.
L’obiezione di Berengario nasce da più problematiche presenti in questa interpretazione della formula eucaristica, il suo studio infatti non proseguiva secondo un principio dogmatico, ma logico-dialettico per cui riscontrava più punti errati in  tale interpretazione.
Innanzi tutto secondo i principi logico-grammaticali se il soggetto della frase è il pane non si può mutare improvvisamente nel corpo di Cristo, poiché tale cambiamento porterebbe alla deficienza logica della frase; altro problema ancora più importante era che la Chiesa sosteneva che attraverso la potenza divina la sostanza o essenza del pane e del vino si trasformavano in  corpo e sangue di Cristo, nonostante la forma (in termini teologici definita accidente) del pane e del vino restasse uguale.
Secondo Berengario tale teoria andava contro quello che era il “principio di non contraddizione” riconosciuto a Dio da tutti i teologi dell’epoca, infatti il principio afferma che Dio, essere semplice e infinito, non può cadere mai in contraddizione.
La teoria della transustanziazione contraddiceva questo principio, perché scindeva sostanza e forma, al punto tale che la forma (pane e vino) nonostante cambiasse sostanza (diviene corpo e sangue di Cristo) manteneva il suo stato, cioè restava pane e vino, tale scissione non era possibile logicamente perchè sostanza e forma sono inscindibili.
Per questa teoria Berengario venne accusato di non credere alla presenza divina nell'eucarestia  ma ciò non era vero, egli credeva che Cristo non  fosse presente sostanzialmente, ma spiritualmente, anche perché se la presenza di Cristo è sostanziale vuol significare che i cristiani si cibano, come cannibali, del corpo di Cristo.
A causa di queste teorie Berengario fu condannato e la Chiesa cattolica sino ad oggi parla di presenza sostanziale di Cristo, infatti il sacerdote agendo in Persona Cristi, invoca la potenza dello Spirito Santo in modo tale che avvenga la transustanziazione, ovvero il cambiamento oltre sostanza (tran-substantia) del pane e del vino in corpo e sangue di Cristo.
 Eleonora Nicolaci

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