giovedì 20 febbraio 2014

La Sibilla di Noto: Mariannina Coffa







Questa lettura storico/teatrale vuole essere un omaggio alla figura della poetessa Mariannina Coffa, una donna la cui sensibilità e genialità sono state incomprese ed inascoltate. La possibilità di scrivere una sua biografia attraverso uno studio delle sue poesie e delle lettere indirizzate al suo 'amore Ascenso Mauceri e agli amici, hanno consentito di dar voce ad una donna inascoltata e male amata.

Per me è stata una grande emozione poter ridare a Mariannina la voce che le fu sottratta, attraverso una performance teatrale che ha avuto luogo presso il centro storico di Noto giorno 16 febbraio. Ho deciso di condividere con tutti voi questa emozione e la sua storia. Grazie e a presto!!!

mercoledì 19 febbraio 2014

14 febbraio/8 marzo Noto si apre alle “storie di malinteso amore” attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina Coffa.

14 febbraio/8 marzo Noto si apre alle “storie di malinteso amore” attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina Coffa.

 Dal 14 febbraio all8 marzo, avrà luogo la prima edizione di una rassegna dedicata alle tematiche del femminile denominataSemaforo Rosa”; la scelta della data di inizio e di quella di chiusura non è stata casuale, ma rappresenta la volontà di esprimere un esplicito messaggio che lassessorato alla Cultura di Noto ha voluto dare a tutto il territorio, ovvero quello di modificare il relazionarsi alle donne proprio in occasione di due feste consumistiche come quella degli innamorati  e la festa della donna, che danno un’idea superficiale e distorta dell’amore nei confronti del gentil sesso. Figura centrale attorno alla quale si svilupperà l’intera manifestazione è quella della poetessa netina Mariannina Coffa, vissuta nella seconda metà dellOttocento, alla quale il Comune di Noto ha deciso di dedicare tutto il 2014 attraverso l’organizzazione di vari eventi. In particolar modo il “Semaforo Rosa”, ha la finalità << di dialogare soprattutto con le nuove generazioni, perché nasca o si rinforzi in loro una rinnovata coscienza del ruolo della donna nella società odierna e perché fenomeni intollerabili come il femminicidio o più in generale labuso sulle donne si combatta con la cultura, con la riflessione sui modelli femminili e con una rieducazione alla reciprocità e al rispetto come base di ogni relazione amorosa>>, come tiene a sottolineare l’assessore alla cultura Cettina Raudino.
La manifestazione, che ha avuto il coordinamento artistico di Franca Maria De Monti,  si apre oggi con un convegno dal titolo “Mariannina e le altre(storie di malinteso amore)”, per questa occasione vari sono gli interventi: da quello dell’assessore Raudino, al dott. Concetto Veneziano dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore Matteo Raeli, alla Prof.ssa Marinella Fiume, al Centro antiviolenza Doride ed altri ancora, ad arricchire il tutto vi è una mostra curata dal Liceo artistico Matteo Raeli. Vari saranno gli appuntamenti all’interno di “Semaforo Rosa”, come la mostre d’arte concentrata sulla figura della donna ed anche performance teatrali dedicate a Mariannina Coffa come quella curata da Walter Manfrè e Sabina Pangallo. All’interno della manifestazione vi è stata anche la collaborazione della Biblioteca Comunale di Noto “Principi di Villadorata” e dell’Archivio di Stato.
 “Semaforo Rosa” si concluderà con “La nave delle spose”, uno spettacolo di Elvira Fusto con Lucia Sardo, riguardante le molteplici storie di giovani spose per procura, che agli inizi del Novecento intraprendevano lunghissimi viaggi attraversavano l’oceano, andando incontro ad un destino imposto. A calcare le scene del TeatroTina Di Lorenzo” vi saranno Lucia Sardo insieme agli  studenti dellIstituto d’Istruzione Superiore Matteo Raeli, che hanno seguito un laboratorio teatrale curato dall’attrice stessa. L’assessore alla Cultura ribadisce come l’intera manifestazione comprenda cultura ed arte, che per un intero mese parleranno alla città  << damore e di donne, nel segno potente di Mariannina Coffa, riscoperta di unidentità che ha antiche e  importanti radici, simbolo e modello di un femminile violato nel talento e negli affetti, ma che è riuscita con un costo altissimo a levare e a far sentire fino ad oggi  la voce di una coscienza purissima e autenticamente impegnata nella vita civile politica e culturale del suo tempo. Una Donna della quale ci onoriamo di essere le epigoni, una figura controversa e modernissima che sollecita le donne di oggi ad essere se stesse e ad alzare la testa con orgoglio>>.

Eleonora Nicolaci.


sabato 1 febbraio 2014

Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?

articolo pubblicato sulla Civetta di Minerva il 31/01/2014

Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
Nel corso della riunione della commissione regionale sanitaria, avvenuta venerdì 24 gennaio a Noto presso l’aula consiliare di Palazzo Ducezio, questa parola è rimbalzata in quasi tutti gli interventi, dando l’impressione di voler sottolineare la volontà di mettere la parola fine a questa lunghissima vicenda. I primi a parlare di passerella sono stati i rappresentanti del Movimento 5 stelle di Noto distribuendo un volantino informativo con su scritto “ Ospedale Trigona un’altra passerella?”, in cui sono elencati i momenti più importanti della travagliata storia dell’ospedale, come le inaugurazioni del Pronto Soccorso, a tutt’oggi considerato una delle eccellenze del territorio siciliano, dell’ortopedia, della traumatologia, dell’elisoccorso e della mammografia solo il 22 maggio del 2012. Tra queste inaugurazioni di interi reparti, costruiti con soldi pubblici, sono elencati mille impegni da parte della politica in favore o a sfavore del futuro del presidio ospedaliero. Alla riunione, aperta al pubblico, erano presenti: l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente della commissione Giuseppe Digiacomo, i sindaci di Noto ed Avola, i managers dell’Asp 8 di Siracusa, Stefano Zito deputato regionale della commissione sanitaria, il deputato Bruno Marziano, l’onorevole Vinciullo e gran parte del consiglio comunale netino. Dagli interventi fatti dall’assessore e dal presidente si evince il fallimento del precedente impegno, ovvero quello di inserire nella struttura netina delle cliniche private siracusane, e viene espressa la nuova decisione di indire un bando nazionale, che possa dare l’opportunità a delle eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano di completare l’offerta sanitaria della zona sud. L’assessore Borsellino tiene a sottolineare che il Trigona e il Di Maria, ovvero l’ospedale di Avola, debbano essere considerati un presidio medico unico, per il quale si è pensato ad un ampliamento dell’offerta al pubblico, in termini di posti letto e di reparti. Infatti nel momento in cui si avrà l’inserimento delle cliniche private i reparti, che adesso si trovano a Noto, dovranno essere spostati ad Avola, ad eccezione del Pronto Soccorso e di alcuni posti per le acuzie; mentre a Noto verranno istituiti nuovi reparti come: neurochirurgia, terapia intensiva, riabilitazione, lungodegenza e urologia. Per quanto riguarda l’ampliamento dei posti letto si è previsto un numero di 300 unità da suddividere tra le due sedi, in modo da poter rispondere positivamente alla legge Balduzzi, che prevede la chiusura dei presidi con un numero di posti letto inferiore a 120. Il fine espresso è quello di potenziare a Noto i servizi per le acuzie, e di non fare delle ripetizioni tra le due strutture, ma di creare una complementarità. Al contrario Vinciullo ha voluto ribadire alcuni punti della questione, che lui stesso da molto tempo segue in prima persona; innanzi tutto le illogicità decisionali riguardanti i due ospedali, sottolineando che nel periodo estivo la zona in questione viene abitata da 200.000 residenti, tra locali e turisti, per i quali crede che la struttura integrata, costituita da Noto gestita da privati e da quella pubblica di Avola, non possa dare un’adeguata risposta. L’onorevole chiede alla commissione il motivo per cui si perpetui la sottomissione del pubblico al privato, e come si possa perseverare nello spreco costruendo un Pronto Soccorso nuovo ad Avola e dando invece l’eccellenza di quello netino in gestione ai privati. Infine Vinciullo manifesta preoccupazione sulla reale stesura del bando da parte dei due managers dell’Asp, che saranno destituiti a brevissimo. In risposta a ciò sia l’assessore che il presidente hanno espresso la volontà di avere un reale controllo sulle cliniche private da parte della sanità pubblica, così da poter dare un servizio che altrimenti sarebbe impossibile fornire. L’incontro è stato chiuso dal presidente Digiacomo, che ha ribadito la volontà di accorciare i tempi burocratici, sollecitando i managers a fare lo stesso. La riunione ha senz’altro fatto chiarezza sull’impossibilità di un’eventuale chiusura dell’ospedale Trigona, il cui destino è duplice, poiché o ospiterà le cliniche pubbliche, o rimarrà allo stato attuale, condividendo il servizio sanitario pubblico con il Di Maria. Riguardo a quanto detto il più grande interrogativo del Comitato Pro Trigona riguarda il mantenimento del Pronto Soccorso a Noto, per il quale risultano necessarie alcune condizioni imprescindibili, come afferma il portavoce dr. Nuccio Tiberio: << è necessario disporre del personale per l'OBI (osservazione breve intensiva)per poter assistere anche per 24 ore i pazienti in attesa di conclusione dell'iter diagnostico; di addetti al Triage, valutazione del codice di accesso, in modo da poter accogliere e cominciare a trattare i pazienti anche se il medico di guardia è impegnato con un altro paziente;la possibilità per la radiologia di eseguire anche a Noto le tac con mezzo di contrasto proprio per una maggiore accuratezza diagnostica nel caso di urgenze; dei posti di chirurgia generale proprio per poter intervenire in caso di politraumi, che oggi andrebbero trattati per i fatti traumatologici a Noto e per quelli chirurgici ad Avola, il che è inconcepibile per la sicurezza dei pazienti ed inoltre è fondamentale che almeno una parte del centro trasfusionale venga da Avola a Noto>>. A dire del Comitato tutto ciò appare necessario se si vuol mantenere il Pronto Soccorso a Noto.

Eleonora Nicolaci

lunedì 27 gennaio 2014

Un nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.

Un nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.

Il Comitato Pro Trigona chiede spiegazioni sull’istituzione dell’OBI presso l’ospedale di Avola, e che venga fatta chiarezza sul futuro del Trigona.

Il “Comitato Pro Trigona” torna a chiedere chiarimenti al sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti, sulla vicenda riguardante il PO Trigona di Noto, affinché si possa chiarire la situazione ed informare adeguatamente la cittadinanza su quanto continua a profilarsi in materia di sanità pubblica. La miccia che ha acceso la questione è la delibera del 4\12\2013, con cui l'ASP 8 di Siracusa chiede che l 'Ass. Regionale alla Sanità autorizzi l’istituzione dell'OBI (osservazione breve intensiva ) e della rianimazione presso il pronto soccorso del Di Maria di Avola. Il dr. Nuccio Tiberio, esponente del comitato, tiene a sottolineare che: << l'istituzione dell'OBI ad Avola significa che il Pronto Soccorso di Noto non avrà più la possibilità di tenere in osservazione i pazienti da ricoverare per il tempo necessario a completare l'iter diagnostico, e quindi di iniziare la necessaria terapia. In pratica i pazienti che arriveranno a quel punto a Noto troveranno solo un PTE (Presidio Territoriale di Emergenza) con un medico che farà quel che può, senza alcun consulente (rianimatore, analista, cardiologo, pediatra, chirurgo, radiologo), metterà magari una flebo e trasferirà il paziente ad Avola!>>. Ciò significherebbe il decadimento definitivo del servizio sanitario offerto dalla città, una realtà purtroppo già in disfacimento, in cui << le consulenze cardiologiche avvengono via fax al di fuori dell'orario di servizio, mentre nel caso di TAC che necessitano il mezzo di contrasto non vengono eseguite per mancanza di personale>>. Inoltre i rappresentanti del “Comitato Pro Trigona” tengono a riprendere una questione di elevatissima importanza, ma che sembra quasi caduta nel dimenticatoio: << quanto detto sta decretando la morte del P.O di Noto,  senza che nulla si sappia più di quelle "cliniche private" che si voleva, sbandierandolo in campagna elettorale, venissero a Noto. Ora noi vorremmo che il sindaco ci spiegasse che senso possa avere affermare che: "non si tocca niente a Noto se non vengono le cliniche private e le altre cose promesse". Dato che nel frattempo l'ASP 8 continua gradualmente a compiere passi per la chiusura del nostro Pronto Soccorso >>. Infatti il timore del Comitato è che la decisione di istituire l'OBI ad Avola significhi il definitivo passo che condurrà alla chiusura del Trigona, data la mancanza di un pronto soccorso, che impedisce lo svolgersi di qualsivoglia attività sanitaria. Infine altro elemento per nulla positivo sul futuro del Trigona, è l’ articolo uscito su “La Stampa” del 9-12-2013, in cui appare la lista di 175 piccoli ospedali da chiudere in Italia, decretata dal Ministero della Sanità, tra i quali vi sono anche il Trigona di Noto con 58 posti letto e il Di Maria con 74. Ciò significherebbe che anche il Di Maria prima o poi sarebbe destinato a chiudere, ma per l’Ass. Regionale alla Sanità a tutt’oggi possiede 132 posti letto, ovvero quelli di Noto più quelli di Avola, per cui il Di Maria risulta possedere interi reparti e posti letto che in realtà si trovano ancora a Noto. In questo modo però l’ospedale di Avola riuscirà a restare aperto, basandosi su una menzogna, come sottolineano a gran voce gli esponenti del Comitato Pro Trigona, mentre un presidio come Noto verrebbe chiuso per gli acuti. Evidentemente però ciò contrasta con il decreto Balduzzi, che invece prevede il potenziamento degli ospedali di "frontiera", con un bacino di utenza di più di 100.000 abitanti, ovvero la realtà in cui si trova il PO Trigona. Per cui il Comitato chiede dei chiarimenti definitivi e sinceri sulla questione sanità al Sindaco di Noto, per poter rendere cosciente la cittadinanza su quello che sarà il futuro del PO Trigona, unico centro sanitario non solo per la città di Noto, ma per tutta zona sud.
Eleonora Nicolaci


Dopo il Terremoto, nella ferita la cura. “ Un momento di riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell' Ingeniosa Urbs ” (L. Falesi)

articolo uscito sulla Civetta di Minerva il 24 Gennaio 2014

Dopo il Terremoto, nella ferita la cura.
“ Un momento di riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell' Ingeniosa Urbs ” (L. Falesi)

11 gennaio 1693/ 11 gennaio 2014, ben 321 anni ci separano dal terribile terremoto che ha cambiato enormemente la storia del nostro territorio e la sua morfologia. In particolar modo la città di Noto intreccia la sua storia e ricostruzione a tale vicenda, ed è per questo motivo che gli organizzatori dell’evento “Noto, 11Gennaio 1693 – 11 Gennaio 2014. Dopo il terremoto, nella ferita la cura” Emma Migliore, Mariangela Gioacchini e l’ArcheoClub di Noto hanno deciso di riportare all’attenzione dei netini una parte importante del proprio passato, per conoscerla in maniera più approfondita, in modo tale da poter comprendere cosa ha significato il sisma per la popolazione di allora e cosa significa per quella di oggi. Laura Falesi, presidente dell’Archeoclub di Noto, pone l’accento su dei quesiti che sono stati il motore trainante dell’intera manifestazione, ovvero: << quali conseguenze ha lasciato il trauma? Cosa abbiamo abbandonato nella vecchia città? E cosa ci siamo portati dietro?>>, ed aggiunge che: << questo evento non vuole essere una commemorazione storica dell’evento tragico che ha segnato il nostro passato, ma un momento di riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell’“Ingeniosa Urbs”>>. L'evento, svoltosi lo scorso sabato, ha offerto due momenti fondamentali e complementari, al mattino ha avuto inizio il convegno presso la sala Gagliardi di Noto ed il pomeriggio vi è stata una “passeggiata nel tempo” all'interno del sito di Noto antica. Al convegno sono intervenuti la dott.ssa Laura Falesi, il dott. Lorenzo Guzzardi , il sindaco di Noto dott. Corrado Bonfanti, l' assessore alla cultura dott.ssa Cettina Raudino, il Prof. Michele Luminati , il dott. Michele Cannavò, il dott. Andrea Antonio D'Alpa ed il dott. Raffaele Schiavo. Ogni intervento ha cercato di dare il proprio punto di vista sul terremoto, analizzandone l'aspetto storico, sociologico, psicologico e terapeutico. L'intervento del Prof. Luminati ha dato un'idea d'insieme di quello che significò il terremoto per la gente dell'epoca, esprimendo un concetto molto interessante sul ruolo evolutivo della catastrofe. Analizzando la condizione della città di Noto poco prima del terremoto, ci si rende conto che vigeva una situazione di crisi non solo finanziaria, dovuta allo stato delle finanze pubbliche e alla pressione fiscale spagnola, ma anche ambientale e sociale. Per cui Luminati afferma che <<è come se avessimo a che fare con una società bloccata, che viene sbloccata grazie al sisma>>, la città richiede un cambiamento radicale ed anche una sorta di allontanamento rispetto a ciò che è stato, ciò lo dimostra il fatto che già il 15 febbraio, ovvero poco più di un mese dopo la catastrofe, si parla già di una nuova città, un nuovo inizio, che avrebbe certamente significato una svolta. Il cambiamento è stato anche il tema ispiratore dell'intervento del sindaco di Noto, che con forza ha cercato di smuovere le coscienze sulla tutela dei nostri beni culturali, come il sito archeologico di Noto antica e sul Museo civico, ribadendo l'appoggio e l'impegno del comune rispetto al voler sostenere la fruizione del patrimonio locale e sottolineando la richiesta di impegno da parte della Sovraintendenza. Altrettanto incisivo è stato il contributo dell'assessore Cettina Raudino, che oltre a ribadire il suo sostegno all'iniziativa in questione, espone i risultati che il comune ha ottenuto rispetto alla valorizzazione del patrimonio culturale della città.  << Per il sito di Noto antica si sono concluse le attività dirette alla definitiva acquisizione dei terreni ancora in mano ai privati e si stanno per avviare i primi investimenti di recupero e sistemazione per la fruizione turistica>>; inoltre è << di straordinaria importanza l'avvio del progetto EFIAN nel quale sono coinvolte le università di Palermo, Catania e i partners privati, che prevede la realizzazione di un percorso multimediale interattivo nel sito archeologico di Noto antica dove si ricostruiranno le principali architetture scomparse ed una esposizione al museo civico di Noto>>. La dott.ssa Raudino ha parlato anche del futuro del Museo Civico, << all'interno del quale sarà resa fruibile la sezione medievale, ovvero il definitivo allestimento di una sala che custodisce una importante raccolta di elementi scultorei e architettonici provenienti dalla città antica. Nell'ottica di una più ampia musealizzazione, che colleghi e renda immediatamente percepibile al visitatore l'inscindibile nesso che lega la Noto pre-terremoto con quella settecentesca rinata dalla tragedia e che oggi è inclusa nella World Heritage List dell'UNESCO>>. A seguito della conferenza si è svolta presso il sito di Noto antica una passeggiata sensoriale, curata da Raffaele Schiavo(musicista, musicoterapeuta e performer teatrale), che si è avvalso della collaborazione di alcuni netini e della Casa di Reclusione di Noto, che ha contribuito all'evento costituendo un piccolo coro diretto da Alfonso Lapira. La passeggiata ha permesso di dar voce alle emozioni che il luogo conserva, coinvolgendo attivamente i partecipanti, così da far comprendere non solo razionalmente, ma anche emotivamente ciò che il sisma significò per la gente che lo subì, attraverso performance teatrali, letture di testi secenteschi e canti dell'epoca. La manifestazione ha raccolto una grande partecipazione da parte di tutta la città, che sicuramente in seguito a questo innovativo percorso può vantare una maggiore consapevolezza del proprio passato, comprendendo cosa ha significato per la propria terra “un terremoto così orribile e spaventoso che il suolo a guisa d'un mare ondeggiava, li monti traballando si diroccavano e la città tutta in un momento miseramente precipitò colla morte di circa mille persone” (F.Tortora).
Eleonora Nicolaci


25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

altro articolo pubblicato sulla "Civetta di Minerva" il 6 dicembre 2016

25 Novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Noto si schiera a favore delle donne attraverso diversi canali.

Anche la città di Noto ha aderito alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne ricorsa il 25 novembre scorso, la manifestazione è stata arricchita da vari momenti diversi tra loro. Il corteo dei partecipanti si è riunito a Piazza XVI Maggio, ad aprire l’incontro vi sono stati diversi interventi, primo tra tutti quello dell’assessora  alla Cultura prof.ssa Cettina Raudino, poi quello del sindaco di Noto dott. Corrado Bonfanti, a seguire per il Centro Antiviolenza Doride della città di Avola hanno parlato l’avv. Gabriella Tiralongo e l’ avv.Tea Romano ed infine ha dato il suo apporto anche  il dirigente del liceo statale “ Matteo Raeli” dott. Concetto Veneziano. Gli interventi si sono concentrati su gli indirizzi della politica nazionale e comunale riguardo alla violenza di genere subita dalle donne. Riguardo a tale problematica il comune di Noto si sta impegnando affinché si firmi un protocollo d’intesa volto a creare un “percorso rosa”, finalizzato al coinvolgimento di vari enti, quali: la prefettura, l’ASP, i comuni, le scuole ed i centri antiviolenza . La proposta è stata ideata da Valeria Tranchina, consigliera di Parità provinciale, da canto suo il comune ha deliberato di aderire nel momento in cui  il protocollo verrà firmato  <<ciò significa che i vari soggetti della società civile si occuperanno, ognuno secondo la propria competenza, di istituire un “percorso rosa”, che poi concretamente sarà presente anche all’interno del pronto soccorso>> come sottolinea l’assessora Raudino, in questo modo si crea una rete per cui le donne abusate possono essere seguite non solo da un punto di vista medico, ma anche da uno psicologico con il fine di costituire un sostegno sociale completo.  Inoltre il comune si è impegnato a supportare ulteriormente lo sportello dei servizi sociali, già esistente, affinché possa sostenere queste realtà nel modo migliore possibile. L’argomento sul quale gli interventi si sono concentrati è l’importanza della sensibilizzazione e della prevenzione, che sono le armi che la società deve impugnare per combattere queste realtà, ed in questo senso va il progetto “Semaforo Rosa”, ideato e promosso dalla prof.ssa Raudino all’interno del suo assessorato, che si svolgerà dal 14/02/2014 all’8/03/2014 << “Mariannina e le altre storie di un malinteso amore” è un progetto rivolto alle scuole superiori in collaborazione con artisti come Lucia Sardo e con il centro antiviolenza. Con il fine di cercare di ristabilire quello che è il concetto di relazione affettiva>> poiché per l’assessora è fondamentale <<ricostruire l’immaginario dei giovani, la corretta figura femminile e i valori che dovrebbero animare il rapporto umo donna>> , per ciò è importante anche la collaborazione del dirigente scolastico Veneziano, proprio perché la scuola rappresenta il primo passo per un’educazione alla non violenza. Data l’adesione da parte del Teatro comunale “Tina Di Lorenzo” all’iniziativa “ Posto Occupato”, tra i partecipanti vi era una sedia vuota con una siluette rossa a simboleggiare la mancata presenza di una donna vittima della violenza di genere. Con il fine di arricchire la manifestazione è stata organizzata l’ happening teatrale a cura di Sabina Pangallo e Salvatore Tringali, che sottolinea come << il grosso del merito va dato a coloro che poi in fondo c'hanno messo la faccia. Ovvero Costantino Valvo, Isabella Bonfanti, Rossella Rovello, Marzia Uccello, Elda Nobile, Fabio Marziano, Corrada Giunta , Maurizio Modica>>, l’idea degli organizzatori era quella di costituire un coro  affinché ognuna delle parti potesse esporre la realtà dei fatti così da farsi carico delle proprie responsabilità  << per combattere una piaga che francamente diventa sempre più odiosa, insostenibile. Abbiamo scelto un testo di quelli fortissimi di Jean Genet, ma non vogliamo puntare l'attenzione su questo, perché per noi è stato un "Pre-testo" per rivendicare con la forza delle sue parole in questo caso estrapolate e messe in altro contesto, una brutalità immane, perpretata dall'uomo (maschio) ai danni della donna, che molto spesso è la moglie, la figlia,la madre>>. A completare “il percorso” vi era una istallazione artistica a cura di Valentina Mammana, che ha utilizzato la forza scenica di alcune scarpe rosse e di un quadro disposti sulla scalinata della Cattedrale di Noto, ed un momento di canto curato da Susan Ducan insieme al coro dell’ Associazione Sciami.

Eleonora Nicolaci

Memoria smemorata

Buongiorno cari lettori, come và? oggi è una giornata di riflessione e di memoria, o almeno così dovrebbe essere. Ciò che però proprio non sopporto è che già da questa mezzanotte tutto sembrerà andar via dalla nostra mente, come se bastasse una passata di spugna a cancellare buoni propositi e memorie. Ma sopratutto ciò che mi fa pensare è che noi pensiamo che sia tutto come passato, che siano colpe di altri, verso le quali noi riversiamo giudizi e lacrime. Ma è realmente così? siamo poi così lontani dall'olocausto? Io credo proprio di no, basti pensare ai poveri immigrati a cui non pensiamo e che stipiamo in piccoli spazi come fossero delle galline d'allevamento, basti pensare al genocidio di tutti i nostri sogni, dei giovani che vorrebbero fare, ma ai quali viene impedito di sognare, agli anziani che dopo una vita di lavoro sono costretti a ricercare la loro cena in appositi contenitori con il cartello "umido". Per non parlare di ingiustizie su uomini ed ambiente, che si protraggono giorno dopo giorno...che fine fa la nostra memoria? Oggi serve a ricordarci di ricordare tutti gli altri 364 giorni e non perpetrare la distruzione di massa di cui siamo vittime e carnefici!

domenica 26 gennaio 2014

Walter Manfrè porta a Noto il “teatro della persona”

Ecco il mio primo articolo.....


Walter Manfrè porta a Noto il “teatro della persona”
Dopo vent’anni di vita dello spettacolo “La Confessione”, il regista, Walter Manfrè decide di festeggiare questo importante compleanno tra le bellissime architetture del barocco netino. Manfrè ha condotto una carriera attoriale e da regista di grande livello, avendo anche l’onore di collaborare con Andrzei Wajda, uno dei maestri del nostro secolo, nello spettacolo "L'affare Danton" ; inoltre si è distinto per la particolarità del suo teatro definito "Teatro della Persona" di cui “La Confessione” ne è un esempio. Caratteristica fondamentale della rappresentazione è senz’altro l’atmosfera data dalla presenza sulla scena di venti inginocchiatoi divisi in due file: in una vi sono gli spettatori uomini pronti ad assolvere i peccati delle attrici, e dall’altra le donne pronte a perdonare ciò che gli attori confesseranno loro. Lo spettacolo fa leva sulla grande curiosità umana di voler conoscere i peccati altrui e sfruttandola riesce a rendere manifeste le diverse sfaccettature dell’essere umano. Inoltre lo spettatore diventa parte integrante della rappresentazione, perché ogni singolo attore si rivolge a lui creando così un rapporto di intimità insolito per un contesto teatrale. I venti monologhi messi in scena da attori professionisti e non, sono tutti differenti tra loro e sono stati scritti appositamente per questo spettacolo da: Giuseppe Manfridi,  Umberto Simonetta, Valeria Moretti, Edoardo Erba, Aurelio Grimaldi, Dacia Maraini, Vincenzo Consolo, Angelo Longoni, Maria Leconte, Raffaele Esposito, Giancarlo Montesano, Ugo Chiti, Vittorio Franceschi, Michele Serra, Duccio Camerini, Enzo Siciliano, Beatrice Monroy, Michele Serio, Rocco Familiari, Stefano Benni, Giampiero Bona, Remo Binosi, Luca De Bei e da molti altri autori. Lo spettacolo nacque in occasione del Festival di Taormina nel 1993, nel 1994 è stato ospitato al Piccolo Teatro di Milano per volontà di Giorgio Strehler, presentato al Festival di Avignone nel 1999, nel 2000 viene messo in scena al Théatre du Rond Point sugli Champs-Elisées a Parigi. La Confessione in questi anni ha girato non solo tutta l’Italia, ma anche grandi centri della cultura estera come: Buenos Aires, Avignone, Parigi, Madrid, Glasgow e Londra arricchendosi sempre di nuovi peccati. I testi raccolti sono ormai oltre duecento, tra quelli degli autori italiani e quelli delle edizioni straniere. La città di Noto ha ospitato questo importante evento in una location quanto mai adatta, la chiesa di S. Caterina, che ormai è diventata per la città il cuore pulsante del teatro amatoriale e professionistico. Inoltre è da sottolineare la grande partecipazione delle diverse compagnie teatrali amatoriali della città, che hanno aderito all’evento diretto dallo stesso Manfrè, con la direzione organizzativa di Sabina Pangallo, arricchito ulteriormente dalla presenza di attori come: Doriana La Fauci, Donatella Liotta, Elena Polic Greco, Nadia Spicuglia e Salvatore Tringali. La Confessione sarà in scena il 23, 24, 29 e 30 Novembre e giorno 1, 6, 7 e 8 Dicembre con due spettacoli serali: 19.30 e 21.15. Rispetto all’edizione netina il regista dichiara di essere orgoglioso di aver potuto portare il suo spettacolo in questa meravigliosa città, ed afferma che “ a spengere le candeline di questa bellissima torta saranno persone che si sono battute con forza affinché questo “dibattito di anime” si potesse realizzare qui, dove l’arte tocca i suoi massimi vertici di nostalgica bellezza”.



Eleonora Nicolaci.