Un
nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.
Il
Comitato Pro Trigona chiede spiegazioni sull’istituzione dell’OBI
presso l’ospedale di Avola, e che venga fatta chiarezza sul futuro
del Trigona.
Il
“Comitato Pro Trigona” torna a chiedere chiarimenti al sindaco di
Noto, dott. Corrado Bonfanti, sulla vicenda riguardante il PO Trigona
di Noto, affinché si possa chiarire la situazione ed informare
adeguatamente la cittadinanza su quanto continua a profilarsi in
materia di sanità pubblica. La miccia che ha acceso la questione è
la delibera del 4\12\2013, con cui l'ASP 8 di Siracusa chiede che l
'Ass. Regionale alla Sanità autorizzi l’istituzione dell'OBI
(osservazione breve intensiva ) e della rianimazione presso il pronto
soccorso del Di Maria di Avola. Il dr. Nuccio Tiberio, esponente del
comitato, tiene a sottolineare che: << l'istituzione dell'OBI
ad Avola significa che il Pronto Soccorso di Noto non avrà più la
possibilità di tenere in osservazione i pazienti da ricoverare per
il tempo necessario a completare l'iter diagnostico, e quindi di
iniziare la necessaria terapia. In pratica i pazienti che arriveranno
a quel punto a Noto troveranno solo un PTE (Presidio Territoriale di
Emergenza) con un medico che farà quel che può, senza alcun
consulente (rianimatore, analista, cardiologo, pediatra, chirurgo,
radiologo), metterà magari una flebo e trasferirà il paziente ad
Avola!>>. Ciò significherebbe il decadimento definitivo del
servizio sanitario offerto dalla città, una realtà purtroppo già
in disfacimento, in cui << le consulenze cardiologiche
avvengono via fax al di fuori dell'orario di servizio, mentre nel
caso di TAC che necessitano il mezzo di contrasto non vengono
eseguite per mancanza di personale>>. Inoltre i rappresentanti
del “Comitato Pro Trigona” tengono a riprendere una questione di
elevatissima importanza, ma che sembra quasi caduta nel
dimenticatoio: << quanto detto sta decretando la morte del P.O
di Noto, senza che nulla si sappia più di quelle "cliniche
private" che si voleva, sbandierandolo in campagna elettorale,
venissero a Noto. Ora noi vorremmo che il sindaco ci spiegasse che
senso possa avere affermare che: "non si tocca niente a Noto se
non vengono le cliniche private e le altre cose promesse". Dato
che nel frattempo l'ASP 8 continua gradualmente a compiere passi per
la chiusura del nostro Pronto Soccorso >>. Infatti il timore
del Comitato è che la decisione di istituire l'OBI ad Avola
significhi il definitivo passo che condurrà alla chiusura del
Trigona, data la mancanza di un pronto soccorso, che impedisce lo
svolgersi di qualsivoglia attività sanitaria. Infine altro elemento
per nulla positivo sul futuro del Trigona, è l’ articolo uscito su
“La Stampa” del 9-12-2013, in cui appare la lista di 175 piccoli
ospedali da chiudere in Italia, decretata dal Ministero della Sanità,
tra i quali vi sono anche il Trigona di Noto con 58 posti letto e il
Di Maria con 74. Ciò significherebbe che anche il Di Maria prima o
poi sarebbe destinato a chiudere, ma per l’Ass. Regionale alla
Sanità a tutt’oggi possiede 132 posti letto, ovvero quelli di Noto
più quelli di Avola, per cui il Di Maria risulta possedere interi
reparti e posti letto che in realtà si trovano ancora a Noto. In
questo modo però l’ospedale di Avola riuscirà a restare aperto,
basandosi su una menzogna, come sottolineano a gran voce gli
esponenti del Comitato Pro Trigona, mentre un presidio come Noto
verrebbe chiuso per gli acuti. Evidentemente però ciò contrasta con
il decreto Balduzzi, che invece prevede il potenziamento degli
ospedali di "frontiera", con un bacino di utenza di più di
100.000 abitanti, ovvero la realtà in cui si trova il PO Trigona.
Per cui il Comitato chiede dei chiarimenti definitivi e sinceri sulla
questione sanità al Sindaco di Noto, per poter rendere cosciente la
cittadinanza su quello che sarà il futuro del PO Trigona, unico
centro sanitario non solo per la città di Noto, ma per tutta zona
sud.
