articolo uscito sulla Civetta di Minerva il 24 Gennaio 2014
Dopo il Terremoto, nella ferita
la cura.
“ Un momento di riflessione per
ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno dell' Ingeniosa
Urbs ” (L. Falesi)
11 gennaio 1693/ 11 gennaio
2014, ben 321 anni ci separano dal terribile terremoto che ha cambiato
enormemente la storia del nostro territorio e la sua morfologia. In particolar
modo la città di Noto intreccia la sua storia e ricostruzione a tale vicenda,
ed è per questo motivo che gli organizzatori dell’evento “Noto, 11Gennaio 1693
– 11 Gennaio 2014. Dopo il terremoto, nella ferita la cura” Emma Migliore,
Mariangela Gioacchini e l’ArcheoClub di Noto hanno deciso di riportare
all’attenzione dei netini una parte importante del proprio passato, per
conoscerla in maniera più approfondita, in modo tale da poter comprendere cosa
ha significato il sisma per la popolazione di allora e cosa significa per
quella di oggi. Laura Falesi, presidente dell’Archeoclub di Noto, pone
l’accento su dei quesiti che sono stati il motore trainante dell’intera manifestazione,
ovvero: << quali conseguenze ha lasciato il trauma? Cosa abbiamo
abbandonato nella vecchia città? E cosa ci siamo portati dietro?>>, ed
aggiunge che: << questo evento non vuole essere una commemorazione
storica dell’evento tragico che ha segnato il nostro passato, ma un momento di
riflessione per ricucire lo strappo, rinsaldare il legame e rinnovare il sogno
dell’“Ingeniosa Urbs”>>. L'evento, svoltosi lo scorso sabato, ha offerto
due momenti fondamentali e complementari, al mattino ha avuto inizio il
convegno presso la sala Gagliardi di Noto ed il pomeriggio vi è stata una
“passeggiata nel tempo” all'interno del sito di Noto antica. Al convegno sono
intervenuti la dott.ssa Laura Falesi, il dott. Lorenzo Guzzardi , il sindaco di
Noto dott. Corrado Bonfanti, l' assessore alla cultura dott.ssa Cettina
Raudino, il Prof. Michele Luminati , il dott. Michele Cannavò, il dott. Andrea
Antonio D'Alpa ed il dott. Raffaele Schiavo. Ogni intervento ha cercato di dare
il proprio punto di vista sul terremoto, analizzandone l'aspetto storico,
sociologico, psicologico e terapeutico. L'intervento del Prof. Luminati ha dato
un'idea d'insieme di quello che significò il terremoto per la gente dell'epoca,
esprimendo un concetto molto interessante sul ruolo evolutivo della catastrofe.
Analizzando la condizione della città di Noto poco prima del terremoto, ci si
rende conto che vigeva una situazione di crisi non solo finanziaria, dovuta
allo stato delle finanze pubbliche e alla pressione fiscale spagnola, ma anche
ambientale e sociale. Per cui Luminati afferma che <<è come se avessimo a
che fare con una società bloccata, che viene sbloccata grazie al sisma>>,
la città richiede un cambiamento radicale ed anche una sorta di allontanamento
rispetto a ciò che è stato, ciò lo dimostra il fatto che già il 15 febbraio,
ovvero poco più di un mese dopo la catastrofe, si parla già di una nuova città,
un nuovo inizio, che avrebbe certamente significato una svolta. Il cambiamento
è stato anche il tema ispiratore dell'intervento del sindaco di Noto, che con
forza ha cercato di smuovere le coscienze sulla tutela dei nostri beni
culturali, come il sito archeologico di Noto antica e sul Museo civico,
ribadendo l'appoggio e l'impegno del comune rispetto al voler sostenere la
fruizione del patrimonio locale e sottolineando la richiesta di impegno da
parte della Sovraintendenza. Altrettanto incisivo è stato il contributo
dell'assessore Cettina Raudino, che oltre a ribadire il suo sostegno
all'iniziativa in questione, espone i risultati che il comune ha ottenuto
rispetto alla valorizzazione del patrimonio culturale della città. << Per il
sito di Noto antica si sono concluse le attività dirette alla definitiva
acquisizione dei terreni ancora in mano ai privati e si stanno per avviare i
primi investimenti di recupero e sistemazione per la fruizione
turistica>>; inoltre è << di straordinaria importanza l'avvio del
progetto EFIAN nel quale sono coinvolte le università di Palermo, Catania e i
partners privati, che prevede la realizzazione di un percorso multimediale
interattivo nel sito archeologico di Noto antica dove si ricostruiranno le
principali architetture scomparse ed una esposizione al museo civico di
Noto>>. La dott.ssa Raudino ha parlato anche del futuro del Museo Civico,
<< all'interno del quale sarà resa fruibile la sezione medievale, ovvero
il definitivo allestimento di una sala che custodisce una importante raccolta
di elementi scultorei e architettonici provenienti dalla città antica.
Nell'ottica di una più ampia musealizzazione, che colleghi e renda
immediatamente percepibile al visitatore l'inscindibile nesso che lega la Noto
pre-terremoto con quella settecentesca rinata dalla tragedia e che oggi è
inclusa nella World Heritage List dell'UNESCO>>. A seguito della conferenza si è svolta presso il
sito di Noto antica una passeggiata sensoriale, curata da Raffaele
Schiavo(musicista, musicoterapeuta e performer teatrale), che si è avvalso
della collaborazione di alcuni netini e della Casa di Reclusione di Noto, che
ha contribuito all'evento costituendo un piccolo coro diretto da Alfonso
Lapira. La passeggiata ha permesso di dar voce alle emozioni che il luogo
conserva, coinvolgendo attivamente i partecipanti, così da far comprendere non
solo razionalmente, ma anche emotivamente ciò che il sisma significò per la
gente che lo subì, attraverso performance teatrali, letture di testi
secenteschi e canti dell'epoca. La manifestazione ha raccolto una grande
partecipazione da parte di tutta la città, che sicuramente in seguito a questo
innovativo percorso può vantare una maggiore consapevolezza del proprio
passato, comprendendo cosa ha significato per la propria terra “un terremoto
così orribile e spaventoso che il suolo a guisa d'un mare ondeggiava, li monti
traballando si diroccavano e la città tutta in un momento miseramente precipitò
colla morte di circa mille persone” (F.Tortora).
Eleonora Nicolaci
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