lunedì 27 gennaio 2014

Un nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.

Un nuovo passo verso la chiusura del PO Trigona di Noto.

Il Comitato Pro Trigona chiede spiegazioni sull’istituzione dell’OBI presso l’ospedale di Avola, e che venga fatta chiarezza sul futuro del Trigona.

Il “Comitato Pro Trigona” torna a chiedere chiarimenti al sindaco di Noto, dott. Corrado Bonfanti, sulla vicenda riguardante il PO Trigona di Noto, affinché si possa chiarire la situazione ed informare adeguatamente la cittadinanza su quanto continua a profilarsi in materia di sanità pubblica. La miccia che ha acceso la questione è la delibera del 4\12\2013, con cui l'ASP 8 di Siracusa chiede che l 'Ass. Regionale alla Sanità autorizzi l’istituzione dell'OBI (osservazione breve intensiva ) e della rianimazione presso il pronto soccorso del Di Maria di Avola. Il dr. Nuccio Tiberio, esponente del comitato, tiene a sottolineare che: << l'istituzione dell'OBI ad Avola significa che il Pronto Soccorso di Noto non avrà più la possibilità di tenere in osservazione i pazienti da ricoverare per il tempo necessario a completare l'iter diagnostico, e quindi di iniziare la necessaria terapia. In pratica i pazienti che arriveranno a quel punto a Noto troveranno solo un PTE (Presidio Territoriale di Emergenza) con un medico che farà quel che può, senza alcun consulente (rianimatore, analista, cardiologo, pediatra, chirurgo, radiologo), metterà magari una flebo e trasferirà il paziente ad Avola!>>. Ciò significherebbe il decadimento definitivo del servizio sanitario offerto dalla città, una realtà purtroppo già in disfacimento, in cui << le consulenze cardiologiche avvengono via fax al di fuori dell'orario di servizio, mentre nel caso di TAC che necessitano il mezzo di contrasto non vengono eseguite per mancanza di personale>>. Inoltre i rappresentanti del “Comitato Pro Trigona” tengono a riprendere una questione di elevatissima importanza, ma che sembra quasi caduta nel dimenticatoio: << quanto detto sta decretando la morte del P.O di Noto,  senza che nulla si sappia più di quelle "cliniche private" che si voleva, sbandierandolo in campagna elettorale, venissero a Noto. Ora noi vorremmo che il sindaco ci spiegasse che senso possa avere affermare che: "non si tocca niente a Noto se non vengono le cliniche private e le altre cose promesse". Dato che nel frattempo l'ASP 8 continua gradualmente a compiere passi per la chiusura del nostro Pronto Soccorso >>. Infatti il timore del Comitato è che la decisione di istituire l'OBI ad Avola significhi il definitivo passo che condurrà alla chiusura del Trigona, data la mancanza di un pronto soccorso, che impedisce lo svolgersi di qualsivoglia attività sanitaria. Infine altro elemento per nulla positivo sul futuro del Trigona, è l’ articolo uscito su “La Stampa” del 9-12-2013, in cui appare la lista di 175 piccoli ospedali da chiudere in Italia, decretata dal Ministero della Sanità, tra i quali vi sono anche il Trigona di Noto con 58 posti letto e il Di Maria con 74. Ciò significherebbe che anche il Di Maria prima o poi sarebbe destinato a chiudere, ma per l’Ass. Regionale alla Sanità a tutt’oggi possiede 132 posti letto, ovvero quelli di Noto più quelli di Avola, per cui il Di Maria risulta possedere interi reparti e posti letto che in realtà si trovano ancora a Noto. In questo modo però l’ospedale di Avola riuscirà a restare aperto, basandosi su una menzogna, come sottolineano a gran voce gli esponenti del Comitato Pro Trigona, mentre un presidio come Noto verrebbe chiuso per gli acuti. Evidentemente però ciò contrasta con il decreto Balduzzi, che invece prevede il potenziamento degli ospedali di "frontiera", con un bacino di utenza di più di 100.000 abitanti, ovvero la realtà in cui si trova il PO Trigona. Per cui il Comitato chiede dei chiarimenti definitivi e sinceri sulla questione sanità al Sindaco di Noto, per poter rendere cosciente la cittadinanza su quello che sarà il futuro del PO Trigona, unico centro sanitario non solo per la città di Noto, ma per tutta zona sud.
Eleonora Nicolaci


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