giovedì 20 febbraio 2014
La Sibilla di Noto: Mariannina Coffa
Questa lettura storico/teatrale vuole essere un omaggio alla figura della poetessa Mariannina Coffa, una donna la cui sensibilità e genialità sono state incomprese ed inascoltate. La possibilità di scrivere una sua biografia attraverso uno studio delle sue poesie e delle lettere indirizzate al suo 'amore Ascenso Mauceri e agli amici, hanno consentito di dar voce ad una donna inascoltata e male amata.
Per me è stata una grande emozione poter ridare a Mariannina la voce che le fu sottratta, attraverso una performance teatrale che ha avuto luogo presso il centro storico di Noto giorno 16 febbraio. Ho deciso di condividere con tutti voi questa emozione e la sua storia. Grazie e a presto!!!
mercoledì 19 febbraio 2014
14 febbraio/8 marzo Noto si apre alle “storie di malinteso amore” attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina Coffa.
14 febbraio/8 marzo Noto si
apre alle “storie
di malinteso amore”
attraverso la manifestazione Semaforo Rosa, protagonista indiscussa Mariannina
Coffa.
Dal 14 febbraio all’8 marzo, avrà luogo la prima edizione di una rassegna dedicata alle tematiche del femminile
denominata “Semaforo Rosa”;
la scelta della data di inizio e di quella di chiusura non è stata casuale, ma rappresenta
la volontà di esprimere un esplicito messaggio che l’assessorato alla Cultura di Noto ha voluto dare a tutto il territorio, ovvero quello di modificare
il relazionarsi alle donne proprio in occasione di due feste consumistiche come
quella degli innamorati e la festa della
donna, che danno un’idea superficiale e distorta dell’amore nei confronti del
gentil sesso. Figura centrale attorno alla quale si svilupperà l’intera
manifestazione è quella della poetessa netina Mariannina Coffa, vissuta nella seconda metà dell’Ottocento, alla quale il Comune di Noto ha deciso di dedicare tutto
il 2014
attraverso l’organizzazione di vari eventi. In particolar modo il “Semaforo Rosa”,
ha la finalità << di dialogare soprattutto con le nuove generazioni, perché nasca o si rinforzi in loro una rinnovata coscienza del ruolo della donna nella società odierna e perché fenomeni intollerabili come il femminicidio o più in generale l’abuso sulle donne si combatta con la cultura, con la riflessione sui modelli femminili e con una rieducazione alla reciprocità e al rispetto come base di ogni relazione amorosa>>,
come tiene a sottolineare l’assessore alla cultura Cettina Raudino.
La
manifestazione, che ha avuto il coordinamento artistico di Franca Maria De Monti,
si
apre oggi con un convegno dal titolo “Mariannina e le altre(storie di malinteso
amore)”, per questa occasione vari sono gli interventi: da quello
dell’assessore Raudino, al dott. Concetto Veneziano dirigente dell’Istituto
d’Istruzione Superiore Matteo Raeli, alla Prof.ssa Marinella Fiume, al Centro
antiviolenza Doride ed altri ancora, ad arricchire il tutto vi è una mostra curata
dal Liceo artistico Matteo Raeli. Vari saranno gli appuntamenti all’interno di “Semaforo
Rosa”, come la mostre d’arte concentrata sulla figura della donna ed anche
performance teatrali dedicate a Mariannina Coffa come quella curata da Walter
Manfrè e Sabina Pangallo. All’interno della manifestazione vi è stata anche la
collaborazione della Biblioteca Comunale di Noto “Principi di Villadorata” e
dell’Archivio di Stato.
“Semaforo Rosa” si concluderà con “La nave delle spose”, uno spettacolo
di Elvira Fusto con
Lucia Sardo,
riguardante le molteplici storie di
giovani spose per procura, che agli inizi del Novecento
intraprendevano lunghissimi viaggi
attraversavano l’oceano, andando incontro ad un destino imposto. A calcare le scene del Teatro
“Tina Di Lorenzo” vi saranno Lucia Sardo insieme agli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Matteo
Raeli, che hanno seguito un laboratorio teatrale curato dall’attrice
stessa. L’assessore alla Cultura ribadisce come l’intera manifestazione
comprenda cultura ed arte, che per un intero mese parleranno alla città <<
d’amore e di donne, nel segno potente di Mariannina Coffa, riscoperta di un’identità che ha antiche e importanti radici, simbolo e modello di un femminile violato nel talento e negli affetti, ma che è riuscita con un costo altissimo a levare e a far sentire fino ad oggi la voce di una coscienza purissima e autenticamente impegnata nella vita civile politica e culturale del suo tempo. Una Donna della quale ci onoriamo di essere le epigoni, una figura controversa e modernissima che sollecita le donne di oggi ad essere se stesse e ad alzare la testa con orgoglio>>.
Eleonora
Nicolaci.
martedì 18 febbraio 2014
sabato 1 febbraio 2014
Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
articolo pubblicato sulla Civetta di Minerva il 31/01/2014
Passerella
o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
Nel corso della
riunione della commissione regionale sanitaria, avvenuta venerdì 24
gennaio a Noto presso l’aula consiliare di Palazzo Ducezio, questa
parola è rimbalzata in quasi tutti gli interventi, dando
l’impressione di voler sottolineare la volontà di mettere la
parola fine a questa lunghissima vicenda. I primi a parlare di
passerella sono stati i rappresentanti del Movimento 5 stelle di
Noto distribuendo un volantino informativo con su scritto “
Ospedale Trigona un’altra passerella?”, in cui sono elencati i
momenti più importanti della travagliata storia dell’ospedale,
come le inaugurazioni del Pronto Soccorso, a tutt’oggi considerato
una delle eccellenze del territorio siciliano, dell’ortopedia,
della traumatologia, dell’elisoccorso e della mammografia solo il
22 maggio del 2012. Tra queste inaugurazioni di interi reparti,
costruiti con soldi pubblici, sono elencati mille impegni da parte
della politica in favore o a sfavore del futuro del presidio
ospedaliero. Alla riunione, aperta al pubblico, erano presenti:
l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente
della commissione Giuseppe Digiacomo, i sindaci di Noto ed Avola, i
managers dell’Asp 8 di
Siracusa, Stefano Zito deputato regionale della commissione
sanitaria, il deputato Bruno Marziano, l’onorevole Vinciullo e gran
parte del consiglio comunale netino. Dagli interventi fatti
dall’assessore e dal presidente si evince il fallimento del
precedente impegno, ovvero quello di inserire nella struttura netina
delle cliniche private siracusane, e viene espressa la nuova
decisione di indire un bando nazionale, che possa dare l’opportunità
a delle eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano di
completare l’offerta sanitaria della zona sud. L’assessore
Borsellino tiene a sottolineare che il Trigona e il Di Maria, ovvero
l’ospedale di Avola, debbano essere considerati un presidio medico
unico, per il quale si è pensato ad un ampliamento dell’offerta al
pubblico, in termini di posti letto e di reparti. Infatti nel momento
in cui si avrà l’inserimento delle cliniche private i reparti, che
adesso si trovano a Noto, dovranno essere spostati ad Avola, ad
eccezione del Pronto Soccorso e di alcuni posti per le acuzie;
mentre a Noto verranno istituiti nuovi reparti come: neurochirurgia,
terapia intensiva, riabilitazione, lungodegenza e urologia. Per
quanto riguarda l’ampliamento dei posti letto si è previsto un
numero di 300 unità da suddividere tra le due sedi, in modo da poter
rispondere positivamente alla legge Balduzzi, che prevede la chiusura
dei presidi con un numero di posti letto inferiore a 120. Il fine
espresso è quello di potenziare a Noto i servizi per le acuzie, e di
non fare delle ripetizioni tra le due strutture, ma di creare una
complementarità. Al contrario Vinciullo ha voluto ribadire alcuni
punti della questione, che lui stesso da molto tempo segue in prima
persona; innanzi tutto le illogicità decisionali riguardanti i due
ospedali, sottolineando che nel periodo estivo la zona in questione
viene abitata da 200.000 residenti, tra locali e turisti, per i quali
crede che la struttura integrata, costituita da Noto gestita da
privati e da quella pubblica di Avola, non possa dare un’adeguata
risposta. L’onorevole chiede alla commissione il motivo per cui si
perpetui la sottomissione del pubblico al privato, e come si possa
perseverare nello spreco costruendo un Pronto Soccorso nuovo ad Avola
e dando invece l’eccellenza di quello netino in gestione ai
privati. Infine Vinciullo manifesta preoccupazione sulla reale
stesura del bando da parte dei due managers dell’Asp, che saranno
destituiti a brevissimo. In risposta a ciò sia l’assessore che il
presidente hanno espresso la volontà di avere un reale controllo
sulle cliniche private da parte della sanità pubblica, così da
poter dare un servizio che altrimenti sarebbe impossibile fornire.
L’incontro è stato chiuso dal presidente Digiacomo, che ha
ribadito la volontà di accorciare i tempi burocratici, sollecitando
i managers a fare lo stesso. La riunione ha senz’altro fatto
chiarezza sull’impossibilità di un’eventuale chiusura
dell’ospedale Trigona, il cui destino è duplice, poiché o
ospiterà le cliniche pubbliche, o rimarrà allo stato attuale,
condividendo il servizio sanitario pubblico con il Di Maria. Riguardo
a quanto detto il più grande interrogativo del Comitato Pro Trigona
riguarda il mantenimento del Pronto Soccorso a Noto, per il quale
risultano necessarie alcune condizioni imprescindibili, come afferma
il portavoce dr. Nuccio Tiberio: << è necessario disporre del
personale per l'OBI (osservazione breve intensiva)per poter assistere
anche per 24 ore i pazienti in attesa di conclusione dell'iter
diagnostico; di addetti al Triage, valutazione del codice di accesso,
in modo da poter accogliere e cominciare a trattare i pazienti anche
se il medico di guardia è impegnato con un altro paziente;la
possibilità per la radiologia di eseguire anche a Noto le tac con
mezzo di contrasto proprio per una maggiore accuratezza diagnostica
nel caso di urgenze; dei posti di chirurgia generale proprio per
poter intervenire in caso di politraumi, che oggi andrebbero trattati
per i fatti traumatologici a Noto e per quelli chirurgici ad Avola,
il che è inconcepibile per la sicurezza dei pazienti ed inoltre è
fondamentale che almeno una parte del centro trasfusionale venga da
Avola a Noto>>. A dire del Comitato tutto ciò appare
necessario se si vuol mantenere il Pronto Soccorso a Noto.
Eleonora
Nicolaci
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