sabato 1 febbraio 2014

Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?

articolo pubblicato sulla Civetta di Minerva il 31/01/2014

Passerella o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
Nel corso della riunione della commissione regionale sanitaria, avvenuta venerdì 24 gennaio a Noto presso l’aula consiliare di Palazzo Ducezio, questa parola è rimbalzata in quasi tutti gli interventi, dando l’impressione di voler sottolineare la volontà di mettere la parola fine a questa lunghissima vicenda. I primi a parlare di passerella sono stati i rappresentanti del Movimento 5 stelle di Noto distribuendo un volantino informativo con su scritto “ Ospedale Trigona un’altra passerella?”, in cui sono elencati i momenti più importanti della travagliata storia dell’ospedale, come le inaugurazioni del Pronto Soccorso, a tutt’oggi considerato una delle eccellenze del territorio siciliano, dell’ortopedia, della traumatologia, dell’elisoccorso e della mammografia solo il 22 maggio del 2012. Tra queste inaugurazioni di interi reparti, costruiti con soldi pubblici, sono elencati mille impegni da parte della politica in favore o a sfavore del futuro del presidio ospedaliero. Alla riunione, aperta al pubblico, erano presenti: l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente della commissione Giuseppe Digiacomo, i sindaci di Noto ed Avola, i managers dell’Asp 8 di Siracusa, Stefano Zito deputato regionale della commissione sanitaria, il deputato Bruno Marziano, l’onorevole Vinciullo e gran parte del consiglio comunale netino. Dagli interventi fatti dall’assessore e dal presidente si evince il fallimento del precedente impegno, ovvero quello di inserire nella struttura netina delle cliniche private siracusane, e viene espressa la nuova decisione di indire un bando nazionale, che possa dare l’opportunità a delle eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano di completare l’offerta sanitaria della zona sud. L’assessore Borsellino tiene a sottolineare che il Trigona e il Di Maria, ovvero l’ospedale di Avola, debbano essere considerati un presidio medico unico, per il quale si è pensato ad un ampliamento dell’offerta al pubblico, in termini di posti letto e di reparti. Infatti nel momento in cui si avrà l’inserimento delle cliniche private i reparti, che adesso si trovano a Noto, dovranno essere spostati ad Avola, ad eccezione del Pronto Soccorso e di alcuni posti per le acuzie; mentre a Noto verranno istituiti nuovi reparti come: neurochirurgia, terapia intensiva, riabilitazione, lungodegenza e urologia. Per quanto riguarda l’ampliamento dei posti letto si è previsto un numero di 300 unità da suddividere tra le due sedi, in modo da poter rispondere positivamente alla legge Balduzzi, che prevede la chiusura dei presidi con un numero di posti letto inferiore a 120. Il fine espresso è quello di potenziare a Noto i servizi per le acuzie, e di non fare delle ripetizioni tra le due strutture, ma di creare una complementarità. Al contrario Vinciullo ha voluto ribadire alcuni punti della questione, che lui stesso da molto tempo segue in prima persona; innanzi tutto le illogicità decisionali riguardanti i due ospedali, sottolineando che nel periodo estivo la zona in questione viene abitata da 200.000 residenti, tra locali e turisti, per i quali crede che la struttura integrata, costituita da Noto gestita da privati e da quella pubblica di Avola, non possa dare un’adeguata risposta. L’onorevole chiede alla commissione il motivo per cui si perpetui la sottomissione del pubblico al privato, e come si possa perseverare nello spreco costruendo un Pronto Soccorso nuovo ad Avola e dando invece l’eccellenza di quello netino in gestione ai privati. Infine Vinciullo manifesta preoccupazione sulla reale stesura del bando da parte dei due managers dell’Asp, che saranno destituiti a brevissimo. In risposta a ciò sia l’assessore che il presidente hanno espresso la volontà di avere un reale controllo sulle cliniche private da parte della sanità pubblica, così da poter dare un servizio che altrimenti sarebbe impossibile fornire. L’incontro è stato chiuso dal presidente Digiacomo, che ha ribadito la volontà di accorciare i tempi burocratici, sollecitando i managers a fare lo stesso. La riunione ha senz’altro fatto chiarezza sull’impossibilità di un’eventuale chiusura dell’ospedale Trigona, il cui destino è duplice, poiché o ospiterà le cliniche pubbliche, o rimarrà allo stato attuale, condividendo il servizio sanitario pubblico con il Di Maria. Riguardo a quanto detto il più grande interrogativo del Comitato Pro Trigona riguarda il mantenimento del Pronto Soccorso a Noto, per il quale risultano necessarie alcune condizioni imprescindibili, come afferma il portavoce dr. Nuccio Tiberio: << è necessario disporre del personale per l'OBI (osservazione breve intensiva)per poter assistere anche per 24 ore i pazienti in attesa di conclusione dell'iter diagnostico; di addetti al Triage, valutazione del codice di accesso, in modo da poter accogliere e cominciare a trattare i pazienti anche se il medico di guardia è impegnato con un altro paziente;la possibilità per la radiologia di eseguire anche a Noto le tac con mezzo di contrasto proprio per una maggiore accuratezza diagnostica nel caso di urgenze; dei posti di chirurgia generale proprio per poter intervenire in caso di politraumi, che oggi andrebbero trattati per i fatti traumatologici a Noto e per quelli chirurgici ad Avola, il che è inconcepibile per la sicurezza dei pazienti ed inoltre è fondamentale che almeno una parte del centro trasfusionale venga da Avola a Noto>>. A dire del Comitato tutto ciò appare necessario se si vuol mantenere il Pronto Soccorso a Noto.

Eleonora Nicolaci

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