articolo pubblicato sulla Civetta di Minerva il 31/01/2014
Passerella
o reale intervento sul futuro del Trigona di Noto?
Nel corso della
riunione della commissione regionale sanitaria, avvenuta venerdì 24
gennaio a Noto presso l’aula consiliare di Palazzo Ducezio, questa
parola è rimbalzata in quasi tutti gli interventi, dando
l’impressione di voler sottolineare la volontà di mettere la
parola fine a questa lunghissima vicenda. I primi a parlare di
passerella sono stati i rappresentanti del Movimento 5 stelle di
Noto distribuendo un volantino informativo con su scritto “
Ospedale Trigona un’altra passerella?”, in cui sono elencati i
momenti più importanti della travagliata storia dell’ospedale,
come le inaugurazioni del Pronto Soccorso, a tutt’oggi considerato
una delle eccellenze del territorio siciliano, dell’ortopedia,
della traumatologia, dell’elisoccorso e della mammografia solo il
22 maggio del 2012. Tra queste inaugurazioni di interi reparti,
costruiti con soldi pubblici, sono elencati mille impegni da parte
della politica in favore o a sfavore del futuro del presidio
ospedaliero. Alla riunione, aperta al pubblico, erano presenti:
l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente
della commissione Giuseppe Digiacomo, i sindaci di Noto ed Avola, i
managers dell’Asp 8 di
Siracusa, Stefano Zito deputato regionale della commissione
sanitaria, il deputato Bruno Marziano, l’onorevole Vinciullo e gran
parte del consiglio comunale netino. Dagli interventi fatti
dall’assessore e dal presidente si evince il fallimento del
precedente impegno, ovvero quello di inserire nella struttura netina
delle cliniche private siracusane, e viene espressa la nuova
decisione di indire un bando nazionale, che possa dare l’opportunità
a delle eccellenza provenienti da tutto il territorio italiano di
completare l’offerta sanitaria della zona sud. L’assessore
Borsellino tiene a sottolineare che il Trigona e il Di Maria, ovvero
l’ospedale di Avola, debbano essere considerati un presidio medico
unico, per il quale si è pensato ad un ampliamento dell’offerta al
pubblico, in termini di posti letto e di reparti. Infatti nel momento
in cui si avrà l’inserimento delle cliniche private i reparti, che
adesso si trovano a Noto, dovranno essere spostati ad Avola, ad
eccezione del Pronto Soccorso e di alcuni posti per le acuzie;
mentre a Noto verranno istituiti nuovi reparti come: neurochirurgia,
terapia intensiva, riabilitazione, lungodegenza e urologia. Per
quanto riguarda l’ampliamento dei posti letto si è previsto un
numero di 300 unità da suddividere tra le due sedi, in modo da poter
rispondere positivamente alla legge Balduzzi, che prevede la chiusura
dei presidi con un numero di posti letto inferiore a 120. Il fine
espresso è quello di potenziare a Noto i servizi per le acuzie, e di
non fare delle ripetizioni tra le due strutture, ma di creare una
complementarità. Al contrario Vinciullo ha voluto ribadire alcuni
punti della questione, che lui stesso da molto tempo segue in prima
persona; innanzi tutto le illogicità decisionali riguardanti i due
ospedali, sottolineando che nel periodo estivo la zona in questione
viene abitata da 200.000 residenti, tra locali e turisti, per i quali
crede che la struttura integrata, costituita da Noto gestita da
privati e da quella pubblica di Avola, non possa dare un’adeguata
risposta. L’onorevole chiede alla commissione il motivo per cui si
perpetui la sottomissione del pubblico al privato, e come si possa
perseverare nello spreco costruendo un Pronto Soccorso nuovo ad Avola
e dando invece l’eccellenza di quello netino in gestione ai
privati. Infine Vinciullo manifesta preoccupazione sulla reale
stesura del bando da parte dei due managers dell’Asp, che saranno
destituiti a brevissimo. In risposta a ciò sia l’assessore che il
presidente hanno espresso la volontà di avere un reale controllo
sulle cliniche private da parte della sanità pubblica, così da
poter dare un servizio che altrimenti sarebbe impossibile fornire.
L’incontro è stato chiuso dal presidente Digiacomo, che ha
ribadito la volontà di accorciare i tempi burocratici, sollecitando
i managers a fare lo stesso. La riunione ha senz’altro fatto
chiarezza sull’impossibilità di un’eventuale chiusura
dell’ospedale Trigona, il cui destino è duplice, poiché o
ospiterà le cliniche pubbliche, o rimarrà allo stato attuale,
condividendo il servizio sanitario pubblico con il Di Maria. Riguardo
a quanto detto il più grande interrogativo del Comitato Pro Trigona
riguarda il mantenimento del Pronto Soccorso a Noto, per il quale
risultano necessarie alcune condizioni imprescindibili, come afferma
il portavoce dr. Nuccio Tiberio: << è necessario disporre del
personale per l'OBI (osservazione breve intensiva)per poter assistere
anche per 24 ore i pazienti in attesa di conclusione dell'iter
diagnostico; di addetti al Triage, valutazione del codice di accesso,
in modo da poter accogliere e cominciare a trattare i pazienti anche
se il medico di guardia è impegnato con un altro paziente;la
possibilità per la radiologia di eseguire anche a Noto le tac con
mezzo di contrasto proprio per una maggiore accuratezza diagnostica
nel caso di urgenze; dei posti di chirurgia generale proprio per
poter intervenire in caso di politraumi, che oggi andrebbero trattati
per i fatti traumatologici a Noto e per quelli chirurgici ad Avola,
il che è inconcepibile per la sicurezza dei pazienti ed inoltre è
fondamentale che almeno una parte del centro trasfusionale venga da
Avola a Noto>>. A dire del Comitato tutto ciò appare
necessario se si vuol mantenere il Pronto Soccorso a Noto.
Eleonora
Nicolaci
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